formazione di base

MARTA DEL COL e VERONICA CORVE (Ufficio kaizen Illy s.p.a.) su LEADERSHIP E FOLLOWERSHIP
Siamo convinte che il corso debba costituire una milestone di ogni percorso che abbia a che fare con l'introduzione della lean in azienda, kaizen promotional office e cambiamento.
La sfida per le aziende diventa comprendere quando un collaboratore è pronto per affrontare l'argomento in modo che ne tragga il massimo vantaggio. Abbiamo avuto la fortuna di partecipare a questo corso dopo che ci eravamo già confrontate con le criticità del cambiamento in azienda. Per questo motivo siamo riuscite a calare i contenuti nella nostra realtà in modo efficace e rileggere le sconfitte del passato alla luce delle nuove conoscenze acquisite: imparare dal passato per costruire un approccio più consapevole per il futuro.

Il percorso che Remigia ci fatto fare è partito dal fornirci strumenti per riconoscere gli atteggiamenti, i drivers e le reazioni istintive che entrano in gioco durante il cambiamento, prima in noi stessi e poi negli altri, aprendo così la strada ad una più profonda comprensione di chi si trova a dover modificare il proprio modo di lavorare.
Ha poi proseguito con nozioni sugli stili di apprendimento che ci ha permesso di imparare come lo stile di comunicazione vada adattato in funzione del destinatario dell'informazione.
Nell'ultima parte del corso abbiamo potuto collocare queste informazioni in un contesto di interazione tra persone affrontando i temi di leadership/followership e dinamiche di gruppo.

Durante tutte le lezioni si percepisce il background pratico di Remigia e le riflessioni che ha fatto sulle sue esperienze professioni in materia di gestione del cambiamento. Da qui ne deriva la perfetta integrazione tra l'esperienza diretta e la teoria accademica, lezioni utili e applicabili.

Un valore aggiunto del corso è stato sicuramente lo scambio di esperienze tra i partecipanti, a volte simili e a volte estremamente diverse. Questo ha rinforzato il messaggio trasmesso in tutte le lezioni che non esiste una ricetta standard per affrontare il cambiamento ma un bagaglio di strumenti, riflessioni e lavoro introspettivo che consente di traghettare se stessi e gli altri attraverso il viaggio del cambiamento.

 

 

IVANO TEMPO (Resp. Produzione ICI Caldaie SpA) su Lean Practitioner Program

Il corso frequentato mi ha profondamente colpito, riesco a vedere cose che prima anche avendo sotto gli occhi tutti i giorni non vedevo.
Mi ha insegnato che i problemi vanno sempre verificati e approfonditi sul campo e non in ufficio, mi ha inoltre cambiato completamente l'approccio mentale nell'affrontare i problemi .
Per me l'argomento sicuramente più interessante è stato l'A3 che considero uno strumento eccezionale di analisi e riflessione dei problemi cercandoli al livello più basso possibile e come questo aumenti inoltre la coesione dei gruppi di lavoro.
In azienda abbiamo iniziato ad utilizzare l'A3 come strumento di lavoro e con i diversi Team stiamo portando avanti importanti progetti di riduzione manodopera indiretta, l'utilizzo di questo strumento mi ha permesso oltre che migliorare la mia esperienza sul campo anche di trasferire questo nuovo modo di pensare ai miei collaboratori con risultati che non avrei nemmeno immaginato.
Tutto questo trasmette una carica positiva a tutto il sistema creando un volano nella continua ricerca al miglioramento continuo.

 

 

WIEBE NIJDAM (DIRETTORE LMI) su Lean Practitioner Program

Le Organizzazioni si muovono verso livelli superiori migliorando i propri processi e creando le competenze all'interno delle organizzazioni stesse. Nel LPP i partecipanti applicano la conoscenza che hanno acquisito ed aumentano il loro livello di competenze attraverso l'apprendimento, l'applicazione e la riflessione. Lavorando su problemi pratici dell'organizzazione, i processi principali vengono migliorati e viene creata e e rinforzata una base di competenze nel miglioramento dei processi.
Questo risulta in risultati tangibili per l'organizzazione.
Attraverso gli anni più di 600 "Practitioner" hanno migliorato le proprie competenze e migliorato con successo i processi della propria azienda. Il programma di 7+3 giorni è sviluppato con un buon bilanciamento tra teoria ed esercizi di simulazione. Tra le giornate c'è un tempo di qualche settimana ove i partecipanti potranno applicare i concetti appresi direttamente nel proprio ambiente lavorativo, riflettendo sulle attività fatte e focalizzandosi sull'apprendimento che svilupperanno nella sessione seguente.
Diamo il benvenuto ai "Practitioner" Italiani nelle prossime edizioni del LPP!



FedeIacSismaFEDERICO IACOVELLA (OPERATIONS MANAGER) su Lean in SISMA

Credo che “orientare” sia forse l’essenza di quello che è il Lean Thinking in SISMA. Orientare è parola antica, nell’antichità i templi, le costruzioni più importanti, venivano costruiti con il lato principale verso oriente, verso il sole che sorge. Nella sua essenza significa stabilire la propria posizione rispetto ai punti cardinali è vedere la direzione verso cui dirigere l’organizzazione. In una situazione di mercato dove spesso si rincorre, si cambia o si è costretti a cambiare, ecco che orientare diventa fondamentale. Orientare al cliente, orientare verso le persone, orientare al miglioramento continuo… sono tutte declinazioni di un unico processo “sapere dove si è, comprendere dove si vuole andare, costruire con chi ti permetterà di raggiungerlo”. 
Come azienda ci sono due ostacoli che ritengo fonte di problemi. Il primo è quello di modificare la prassi del “si è sempre fatto così” che in aziende non in crisi è molto presente, modificare lo status quo di una cosa che ha funzionato fino ad ora non è facile. Il secondo è la confusione che viene fatta tra accontentare il cliente e soddisfarlo,  sembra una sottigliezza ma in realtà è il punto fondamentale per orientare. Se la voce del cliente arriva filtrata o per voce del cliente si porta quello che “a me piace”, anche l’obiettivo verso cui dirigere l’organizzazione è sbagliato. 
Personalmente, l’ostacolo che trovo è riuscire a programmare il tempo per le attività strategiche, per fare in modo che quell’orientare di cui parlavo sia un’attività quotidiana, uno standard work direzionale. 
Un primo punto su cui stiamo lavorando è la “cultura del dato”, spesso siamo sommersi da dati di ogni genere a cui difficilmente si riesce a dare un senso. Il lavoro certosino è quello di capire se i dati sono corretti e sono esattamente (senza spreco) quelli che servono per misurare la tua performance sapendo che l’utile non è il fine ma la conseguenza delle azioni che metti in campo. 
Altra cosa è strutturare l’organizzazione affinché sia sempre più viva la cultura della delega di responsabilità, portare sempre più in basso la possibilità di decidere sul day by day. Questo introducendo anche modelli alternativi di formazione non solo lean. 
Devo dire che avendo incrociato la filosofia lean abbastanza presto nella mia attività lavorativa, lo stile di leadership si sta direttamente formando con questi metodi. Ho apprezzato molto, la decisa virata che ultimamente il movimento lean sta avendo “dagli strumenti agli uomini“. In realtà la componente persona c’era anche prima ma era forse più semplice partire dal pratico. Su questo campo sto imparando decisamente molto  ed è anche quello più ricco di soddisfazioni perché oggi, come non mai, sono le persone a fare la differenza fra una buona organizzazione e un’organizzazione dantotsu.


silvia foto istituto lean managSILVIA BATTOCCHIA (LEAN SPECIALIST)

ll Lean Thinking mi ha insegnato che prima di parlare di un qualsiasi aspetto o problema è necessario alzarsi dalla propria scrivania e andare a vedere nel gemba, ascoltare le persone, condividere punti di vista, proporne di nuovi. 
La Lean mi ha insegnato che l’analisi di un problema apre molte sfaccettature che spesso la fretta di arrivare subito alla soluzione non ci fa vedere. E che le soluzioni che funzionano perdurando nel tempo non sono mai quelle di un singolo ma quelle promosse, discusse, combattute da una squadra. 
Credo che uno degli aspetti più difficili che si incontra nell’implementazione sia la trasformazione delle persone da semplici colleghi a team di lavoro che va avanti con motivazione focalizzato verso un obiettivo comune. Del resto mi chiedo spesso cosa contraddistingue un vero team? Osservando i vari gruppi in cui ho partecipato mi sono data questa semplice, forse banale, risposta: il rispetto. Rispetto per il leader, il rispetto che il leader ha verso i team members, il rispetto che questi ultimi hanno fra loro. Inoltre vedo che le squadre che funzionano sono quelle formate da persone che hanno l’umiltà di mettersi in gioco e di imparare, andando al di là del loro ruolo. 
La Lean mi insegna ogni giorno che i veri leader sono quelli che fanno senza perdersi in chiacchiere, sono quelli che sentono il peso dei rischi che corrono, sono quelli che sanno ascoltare prima di parlare, sono quelli che per valorizzare il lavoro della loro squadra sanno per primi, e senza problemi, mettersi in seconda fila.

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